[VIDEO] COSENZA, Aperta nuovamente al culto la chiesa del Santissimo Salvatore per i cattolici italo-albanesi di rito bizantino dell’Eparchia di Lungro

salvatore-csSabato 17 dicembre 2016, a Cosenza è stata aperta nuovamente al culto, dopo i restauri eseguiti grazie ai fondi 8xmille della Chiesa Cattolica, la chiesa del Santissimo Salvatore per i fedeli cattolici italo-albanesi di rito bizantino dell’Eparchia di Lungro.

Alle ore 16,30 nella Chiesa arbëreshë cosentina si sono raccolti tanti fedeli per la celebrazione del Grande Vespro della Domenica prima del Santo Natale, presieduto dal vescovo mons. Donato Oliverio, e hanno potuto contemplare la chiesa nella sua nuova bellezza.

 “Il nostro ringraziamento a Dio – ha dichiarato padre Pietro Lanza, Vicario generale dell’Eparchia e parroco del Santissimo Salvatore – per aver permesso l’esecuzione del poderoso intervento, attraverso il lavoro e l’impegno di tante persone che con generosità e competenza si sono adoperate per rendere ancora più bella e accogliente la nostra antica e significativa chiesa posta in uno dei luoghi più belli della nobile città di Cosenza”.

La ripresa del culto nella parrocchia cosentina ha segnato un nuovo evento storico nello sviluppo della tradizione italo – albanese nella regione calabra: “Un’oasi di spiritualità bizantina nella città di Cosenza … La Chiesa calabrese che respira a due polmoni, occidentale e orientale” ha ribadito mons. Oliverio vescovo di Lungro e degli Italo-Albanesi dell’Italia continentale.

Dalle ore 15.30 alle ore 18.30, nel chiostro del convento di San Francesco di Paola è stata predisposta una mostra documentaria allestita dall’Archivio di Stato di Cosenza dal titolo “La Chiesa del Santissimo Salvatore” che ripercorre gli albori della Chiesa sorta come cappella della Confraternita dei maestri sarti a cui i frati Minimi dettero nel 1566 il terreno confinante al Convento.

A decorrere dal 1978 la chiesa del “Santissimo Salvatore” è luogo della omonima parrocchia greca per gli italo-albanesi di rito bizantino residenti a Cosenza e nelle vicinanze originari dei paesi arbëreshë della provincia di Cosenza.

La parrocchia è stata istituita il 4 maggio del 1978 dal vescovo di Lungro mons. Giovanni Stamati, previa intesa dell’allora arcivescovo di Cosenza mons. Enea Selis, ambedue di venerata memoria.

Nel 1982, nell’intento di disporre la chiesa alle necessità del rito bizantino, è stata innalzata un’iconostasi in pietra locale e su di essa sono state disposte le icone del Cristo Pantocrator e della Madre di Dio scritte dall’iconografo greco Demetrio Soukaràs di Salonicco. Sulle icone è apposta la speciale dedica del metropolita ortodosso Panteleimon di Corinto “ai fratelli che sono in Calabria”. In alto nell’iconostasi ci sono altre cinque icone del Soukaràs che raffigurano l’Annunciazione, la Natività, la mistica Cena, la Morte e la Resurrezione di Gesù. All’interno del presbiterio sono disposte numerose icone dipinte dall’iconografo albanese Josif Droboniku di Tirana.

Sulle pareti laterali della navata sono situate due grandi icone che illustrano la Natività di Gesù e il suo Battesimo dipinte dall’iconografo arbëreshë Attilio Vaccaro di Lungro.

Negli ultimi anni la chiesa del Santissimo Salvatore si è ulteriormente abbellita con icone preziose scritte da Elia Luigi Manes di Lungro e da Rita Chiurco di San Demetrio Corone.

Alla celebrazione del Vespro ha fatto seguito un momento di festa, nel Seminario Maggiore Eparchiale Italo-Greco-Albanese. Sono stati eseguiti brani di musica classica dai maestri Giovanni Azzinnari al violino; Pasqualino Conte al clarinetto; Spiro Pano al violoncello; Maria Innocenza Runco e Vincenzo Tiso al pianoforte; Roberto Salituro alla chitarra. Per l’occasione ha fatto la sua prima uscita pubblica il piccolissimo violinista Dimitri, di appena 5 anni, che si è esibito insieme ai suoi genitori i maestri Pasqualino e Maria Innocenza.

A seguire l’esibizione del terzetto canoro formato da Maria Cristina e Mimmo Imbrogno e Michele Greco, in rappresentanza dell’Associazione Culturale Folklorica Arbëreshë, ritornati da una serie di spettacoli in Albania, Kossova, Macedonia, Croazia che hanno cantato motivi in lingua albanese. Ha terminato la manifestazione l’affermata cantautrice e cantastorie calabrese Francesca Prestìa che ha intonato canti dal suo programma calabro-greco-arbresh, concludendo con un brano in arbresh inneggiante alla fratellanza composto in gioventù da Papàs Pietro Lanza. A degno coronamento della giornata la tavolata di prodotti gastronomici tipici locali allestita dalla ditta Fata di Firmo, che ha realizzato i lavori in Chiesa, congiuntamente ai pregiati salumi donati dagli arbëresh della Filiera Madeo di Macchia Albanese.

Antonio Calisi

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Direttore Editoriale

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