Lavorare troppo è letale?

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Non a caso in Giappone è stata coniata una parola proprio per indicare la morte da troppo lavoro: karoshi. E quando si parla di karoshi si toccano inevitabilmente il sonno e lo stress.

Di certo, quando non si dorme a sufficienza, aumenta vertiginosamente il rischio di problemi cardiaci, disordini del sistema immunitario, diabete e cancro.  Per quanto riguarda lo stress, invece, non sembra causi attacchi di cuore o altri disturbi. Questi ultimi possono essere causati però dal fumo, dall’eccesso di alcool e da una dieta non equilibrata, conseguenze spesso dirette dello stress.

Inoltre bisogna considerare la vita sedentaria dell’ufficio: secondo i ricercatori questo fattore avrebbe maggiore incidenza del dormire poco e dello stress.

Ma la vita da reclusi in ufficio non esiste solo in Giappone: anche in Europa abbiamo di problemi simili, unica differenza, non abbiamo una parola precisa per indicare la morte da burnout. Un tragico esempio fu quello dello stagista Moritz Erhardt, morto dopo aver lavorato per 21 ore di fila per la sede britannica della Bank of America.

Da non dimenticare, però, il Guinness World Record 1964 Randy Gardner che sorprese il mondo restando sveglio (ma non lavorando!) 264 ore, ossia 11 giorni. E l’ultimo giorno fu anche in grado di sostenere una conferenza, per poi dormire per 14 ore e 40 minuti.

Giulia Cataneo

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