Risate a gogò con “Gambacorta, un vampiro a Bari”, in scena al Teatro Bravò

IMG_2215Quante risate con la commedia comica in due atti “Gambacorta, un vampiro a Bari”. A portarla in scena è stata la compagnia Time for Smile, un gruppo di bravi attori che ha ben sostenuto un capocomico davvero esilarante come Gennaro De Santis che impersona Gambacorta, un povero vampiro “sbattuto come un polpo” fra l’avvenente e “cozzala” sorella Elvira “la vampira”, interpretata da una simpatica Maria Paola Cozzi e una famiglia di “poveri a loro” con a capo la signora Addolorata, al secolo Rosa Ungaro, che difende a denti stretti le proprietà della sua famiglia.

Dopo 300 anni, il vampiro Gambacorta e la procace Elvira si risvegliano da un lungo sonno all’interno di quella che fu la loro casa e che al momento è “infestata”, ehm… abitata da una famiglia di baresi coatti composta, oltre che da mamma Addolorata, dal figlio “all’abbonata” Mimmo, interpretato da Giuseppe De Sario, dalla figlia allampanata Carletta (Annamaria Marseglia) e dall’illibata Filomena in cerca di marito, la bravissima Eleonora Volpe. In casa fa capolino di tanto in tanto anche un venditore di cessi, il “colto” (si fa per dire) e interessato Enrico de Gemmis (Giovanni Delle Foglie) che farebbe carte false pur di piazzare i suoi sanitari.

IMG_2216A chi appartiene quella casa? Inizia così il piano di disinfestazione domestica da parte dei due improbabili vampiri: uccidere tutti i componenti della famiglia e riappropriarsi di quel luogo.

L’ingenuo e sprovveduto vampiro Gambacorta, però, non ha fatto i conti con le ragioni del cuore e con la sua astinenza dal sesso che dura ormai da 300 anni.

La semplice ma efficace sceneggiatura, prende a pretesto la storia per raccontare quelle antiche ma sempre attuali ansie che attanagliano le famiglie baresi: la paura di perdere la casa, il dolore per un figlio con qualche difficoltà e il desiderio di sistemare la “figlia grande”, quella ancora “vacantina” che rischia di restare zitella.

In una società che perde troppo rapidamente i suoi legami con la tradizione, la compagna Time for Smile riesce bene a conservare il culto per il dialetto barese e per quei tratti tipici delle famiglie cosiddette “del popolino”.

IMG_2217Una gradevole serata di sano divertimento resa ancor più preziosa dalla presenza in sala del mitico  “Nonno Ciccio”, alias Franco De Giglio, icona della comicità barese e dal prof. Nicola Cutino presidente dell’Associazione Mondo Antico e Tempi Moderni, che si occupa di studio e di approfondimento del dialetto barese.

Un doveroso plauso va a Gennaro De Santis, per aver scritto, diretto e interpretato nelle vesti del vampiro Gambacorta una commedia divertente e davvero originale.

La compagnia torna in scena al Teatro Bravò in via Stoppelli 18, domenica 15, sabato 21 e sabato 28 per un maggio barese che sarà ricordato come il… maggio dei vampiri!

Antonio Curci



300x250 maturita mag16

© Riproduzione Riservata
Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: