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RoboCupJR2016 – Pensiero computazionale e coding nella Scuola del futuro

Antonio Curci 29 Aprile 2016 Commenti disabilitati su RoboCupJR2016 – Pensiero computazionale e coding nella Scuola del futuro
RoboCupJR2016 – Pensiero computazionale e coding nella Scuola del futuro

imageChe cos’è il coding? Perché da qualche anno il mondo della scuola ha deciso di avviare una campagna di alfabetizzazione informatica?
 Hanno risposto a queste domande gli ospiti della terza giornata delle gare nazionali di robotica RoboCupJR2016. Ha aperto la conferenza la DS dell’Istituto Comprensivo Japigia 1 Verga, Patrizia Rossini.

A seguire il Direttore Generale dell’USR, Anna Cammalleri, ha sottolineato l’importanza della formazione digitale. Questo processo sta incontrando sempre più l’attenzione del mondo della scuola, vista l’importanza che il coding riveste nell’acquisizione del pensiero computazionale.
Il dott. Mario Trifiletti, Vice Direttore dell’USR ha parlato della possibilità di creare un circolo virtuoso in cui l’entusiasmo che ha riscontrato nei docenti per queste tematiche, viene trasmesso agli studenti e viceversa.
Il prof. Alessandro Bogliolo, dell’Università di Urbino, in diretta Skype, ha esplicitato che cosa si intende per “coding”, cioè la programmazione legata alla scrittura di programmi con uno specifico linguaggio. Questo compete prettamente alla figura dell’informatico.

Il coding a cui invece sta puntando oggi tutta la scuola, di ogni ordine e grado, italiana e internazionale, serve a sviluppare il pensiero computazionale. Si tratta di un pensiero complesso strutturato, utilizzato per risolvere problemi di vario tipo. Il MIUR in collaborazione con il CINI, Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica, nel 2013 ha avviato il progetto “Programma il futuro” che ha come obiettivo quello di alfabetizzare le nuove generazioni, e non solo, al pensiero computazionale, attraverso la programmazione in un contesto di gioco. Questo progetto utilizza programmi eseguibili componendo semplici blocchi. Il linguaggio a blocchi, ha spiegato il professore, si basa sul principio dell’intuizione, e su concetti innati quali l’incastro e le sequenze per seguire un percorso. In questo modo si salta la complessità dei linguaggi di programmazione e si permette a tutti di non essere solo semplici fruitori ma anche creatori di qualcosa. Un programma come Skratch permette, per esempio, di raccontare una storia attraverso l’animazione e quindi il gioco, ma nello stesso tempo il processo utilizzato per farlo, consente lo sviluppo del pensiero computazionale.

Le finalità del progetto “Programma il futuro” sono: rendere le persone abili all’utilizzo della programmazione; incrementare l’interesse del genere femminile non solo all’utilizzo delle tecnologie ma anche alla progettazione.
La partecipazione degli insegnanti a questo progetto è stata massiccia; seimila insegnanti si stanno formati con un corso online che li sta impegnando, con una sperimentazione in varie classi, quindi con un ritorno immediato dell’esperienza e non solo in discipline scientifiche.

L’intervento del dott. Barca ha ribadito l’importanza del ruolo dell’insegnante per la diffusione dello sviluppo del pensiero computazionale già dalla tenera età. Il dirigente del MIUR ha sollevato il problema della ancora scarsa attenzione all’innovazione, soprattutto nelle scuole di indirizzo umanistico, rispetto a quelle di indirizzo tecnico. In merito a questo ha consigliato agli Istituti Tecnici e Professionali, per tradizione più attenti all’innovazione, di coinvolgere la parte umanistica dei Licei. L’intervento e il workshop si sono conclusi con un invito: “Educare la società al mondo del coding”.

Saverio Cutrignelli

Radio Panetti Bari

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