Starbucks dona ai poveri il cibo invenduto ma ancora buono

La catena di ristorazione Starbucks fa scuola. Nei prossimi cinque anni verranno donati 50 milioni di pasti ai poveri

starbucks

Le eccedenze alimentari dei ristoranti Starbucks verranno donate alle cosiddette food banks americane. Si tratta di vere e proprie banche alimentari che stoccheranno il cibo buono e non ancora scaduto da consegnare agli indigenti.

Stando ad un comunicato diffuso dalla stessa multinazionale della ristorazione, solo negli Stati Uniti vivono ben 15 milioni di bambini che non hanno cibo a sufficienza  e che quindi sono destinati ad una crescita a rischio salute. 50 milioni sarebbero invece gli adulti  che ogni giorno devono fare i conti con l’approvvigionamento di cibo necessario alla sopravvivenza.

Il programma lanciato dal Starbucks si chiama FoodShare e consentirà di donare cibi pronti per il consumo a 7600 banche alimentari operanti negli Stati Uniti.

Oltre all’impegno della donazione del cibo, Starbucks si sta facendo carico anche economicamente dei test di verifica della fattibilità del progetto. Data la severità della legislazione americana, il colosso della ristorazione sta investendo in ricerca per rendere assolutamente sicure le procedure di distribuzione, soprattutto in termini di qualità del cibo donato.

Indubbiamente si tratta di un’iniziativa encomiabile perché per la prima volta verranno donati cibi freschi. Grazie alla partnership con Feeding America – il più grande network nazionale no profit che raccoglie e ridistribuisce cibo ai poveri – gli alimenti verranno prelevati dai negozi da furgoni refrigerati di proprietà dell’organizzazione di solidarietà.

La speranza è che Starbucks possa fare scuola in tutto il mondo.

Maria Raspatelli

© Riproduzione Riservata
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: