L’Italia è un paese per vecchi. Lo dice l’Istat

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L’Italia è un Paese per vecchi. Stando a quanto dichiarato dall’Istat le nascite sono in calo rispetto all’anno precedente: “Nel 2015 le nascite sono state 488mila (-15mila), nuovo minimo storico dall’Unità d’Italia”.

Il 2015  è stato “il quinto anno consecutivo di riduzione della fecondità, giunta a 1,35 figli per donna”. La natalità è in calo, come si evince dalla serie storica, a partire dal picco più alto della crisi economica, fra il 2010 e il 2011. Ad oggi, rileva l’ufficio statistico nazionale, “l’età media delle madri al parto sale a 31,6 anni”.

Un Paese dunque che fa sempre meno figli e invecchia. Decresce anche come numero di cittadini che si attesta a 60milioni e 656mila con 139mila persone in meno rispetto all’anno precedente.

Il numero di italiani residenti nella Penisola non crolla grazie alla presenza di stranieri che nel 2015 sono stati circa 5 milioni 54mila e rappresentano l’8,3% della popolazione totale,  con un incremento di 39mila unità. La popolazione di cittadinanza italiana dunque scende a 55,6 milioni con una conseguente perdita di 179mila residenti.

Questi sono dati che devono far riflettere perché la fredda legge dei numeri ci racconta un’Italia sempre più paese per vecchi. Le statistiche ci dicono anche che grazie agli stranieri il Paese non crolla a livello demografico e probabilmente non solo in quello. I numeri ci invitano ad essere maggiormente accoglienti verso gli stranieri che certamente rappresentano una indiscutibile ricchezza per l’Italia.

Antonio Curci

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Direttore Responsabile

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