Il Papa in Messico: “Nessuno può essere lasciato solo”

papaMadonnaGuadalupe-755x491

Il messaggio di speranza del Papa ai messicani, lanciato dalla Basilica di Guadalupe, è incentrato sugli ultimi: “Nella costruzione dell’altro santuario, quello della vita, quello delle nostre comunità, società e culture, nessuno può essere lasciato fuori”.

L’omelia di Papa Francesco è tutta per i poveri:“Tutti siamo necessari, soprattutto quelli che normalmente non contano perché non sono all’altezza delle circostanze o non apportano il capitale necessario per la costruzione delle stesse”.

Ha un taglio decisamente politico l’intervento del Santo Padre che scuote le coscienze e riporta il focus dell’attenzione pubblica ai veri problemi del Paese, quelli che attanagliano giovani, anziani e famiglie: “Il santuario di Dio – ha spiegato Francesco – è la vita dei suoi figli, di tutti e in tutte le condizioni, in particolare dei giovani senza futuro esposti a una infinità di situazioni dolorose, a rischio, e quella degli anziani senza riconoscimento, dimenticati in tanti angoli. Il santuario di Dio sono le nostre famiglie che hanno bisogno del minimo necessario per potersi formare e sostenere. Il santuario di Dio è il volto di tanti che incontriamo nel nostro cammino”.

La Vergine Maria ha sempre un posto di primo piano negli insegnamenti di Papa Francesco che consegna alla sua protezione tutti coloro che vivono situazioni di disagio e sofferenza: “La Madonna di Guadalupe –  ha detto il Papa, – ci dà la certezza che le lacrime di coloro che soffrono non sono sterili. Sono una preghiera silenziosa che sale fino al cielo e che in Maria trova sempre posto sotto il suo manto. In lei e con lei, Dio si fa fratello e compagno di strada, porta con noi le croci per non lasciarci schiacciare da nostri dolori”.

Francesco invita infine a non piangersi addosso, ma ad essere costruttori di speranza: il buon Dio “oggi di nuovo torna ad inviarci; oggi di nuovo torna a ripeterci: sii mio messaggero, sii mio inviato per costruire tanti nuovi santuari, accompagnare tante vite, asciugare tante lacrime”.

Un impegno concreto e un preciso mandato ad ogni cristiano, al fine di assicurare con la sua presenza aiuto concreto a quanti soffrono: “Basta che cammini per le strade del tuo quartiere, della tua comunità, della tua parrocchia come mio messaggero; innalza santuari condividendo la gioia di sapere che non siamo soli, che lei è con noi. Sii mio messaggero  dando da mangiare agli affamati, da bere agli assetati, da’ un posto ai bisognosi, vesti chi è nudo e visita i malati. Soccorri i prigionieri, perdona chi ti ha fatto del male, consola chi è triste, abbi pazienza con gli altri e, soprattutto, implora e prega il nostro Dio”.

Maria Raspatelli

© Riproduzione Riservata
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: