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ACCADDE OGGI: il 7 marzo 1911 morì Antonio Fogazzaro, l’eclettico romanziere sospeso tra carnalità morbosa e profonda spiritualità

Giulia Cataneo 6 marzo 2015 Commenti disabilitati su ACCADDE OGGI: il 7 marzo 1911 morì Antonio Fogazzaro, l’eclettico romanziere sospeso tra carnalità morbosa e profonda spiritualità
ACCADDE OGGI: il 7 marzo 1911 morì Antonio Fogazzaro, l’eclettico romanziere sospeso tra carnalità morbosa e profonda spiritualità

Antonio_FogazzaroAntonio Fogazzaro, nato a Vicenza nel 1842, si formò alla vita politica e alla riflessione religiosa con la guida dello zio don Giuseppe e dell’abate Zanella. Tuttavia, alla fine degli anni Sessanta, si avvicinò agli ambienti scapigliati, che ebbero il merito di diffondere in Italia la sentimentalità estrema e notturna tipica del Romanticismo mitteleuropeo. Di qui la continua dialettica, che rende i suoi scritti originali e sempre attuali, tra profonda spiritualità, fede e corporeità morbosa, eversione.

L’inespresso, il proibito, il misterioso e il mistico si fondono nella produzione fogazzariana, come dimostra il primo romanzo Malombra (1881), anticipatore de “Il piacere” di D’Annunzio, primo romanzo decadente italiano. Una ghost story, impregnata di strutture e topoi romantici, che cattura il lettore lasciando trapelare la carica erotica della protagonista, convinta di essere la reincarnazione di una sua antenata che grida vendetta.

Ma la sua piena affermazione come scrittore arriva con il Daniele Cortis (1885), che, accanto alla consueta sublimazione dell’amore sensuale, esorta i cattolici all’impegno politico, a superare le divergenze tra Stato e Chiesa sorte dopo l’unificazione. E tale questione non fu l’unica ad allontanarlo dal Sant’Uffizio: Fogazzaro era infatti paladino di un cattolicesimo non conservatore, moderno, aperto al confronto con i tempi e con le nuove teorie scientifiche, come l’evoluzionismo darwiniano (Ascensioni umane, 1899). I papi dell’epoca, però, mostrarono molte resistenze al dialogo e al cambiamento tanto che, in questo clima, Il Santo (1905) e Leila (1910) furono posti all’Indice. Questi ultimi romanzi, all’insegna della passionalità morbosa e dell’esaltazione della sensualità intraprendente femminile, chiudono la tetralogia di casa Maironi, inaugurata da Piccolo mondo antico (1895) il più compiuto, idealmente e artisticamente, dei romanzi di Fogazzaro, in cui il problema religioso è motivo centrale.

Il più attuale scrittore di fine Ottocento morì il 7 marzo 1911 durante un’operazione chirurgica. Oggi, il Premio Antonio Fogazzaro diffonde la sua figura e opera, favorendo anche la conoscenza della Valsoda e promuovendo la scrittura creativa con concorsi indetti ogni anno (http://www.premioantoniofogazzaro.it/index.html).

 

Giulia Cataneo

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