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“2.22: Il destino è già scritto” di Paul Currie

Silvia Di Conno 18 luglio 2017 Commenti disabilitati su “2.22: Il destino è già scritto” di Paul Currie
“2.22: Il destino è già scritto” di Paul Currie

Il film “2.22”, diretto da Paul Currie, è uscito in Italia il 29 giugno 2017.

Il protagonista Dylan Boyd (Michiel Huisman) è un controllore di traffico aereo a New York. Molto sveglio e preciso, Dylan svolge tutte le sue azioni quotidiane con un’armonia che riesce ad essere metodica senza risultare meccanica. L’evento che mette in moto la storia è l’attimo di totale assenza da se stesso che Dylan vive mentre sta lavorando: all’ultimo riesce a non far scontrare due aerei che, per via di un suo momentaneo accecamento causato da un improvviso lampo di luce, stavano entrando in collisione mettendo in pericolo la vita di ben 900 persone.

Allontanato momentaneamente dal suo lavoro per via della sua madornale distrazione, Dylan comincia a vivere da quel momento la ripetizione ogni giorno alla stessa ora di una catena di immagini e suoni sempre uguali a loro stessi che termina alle 2.22 precise alla stazione ferroviaria di New York.

Una volta esaurita la successione regolare, essa il giorno seguente ha nuovamente luogo: ad esempio ogni giorno Dylan alle 9.10 precise è sfiorato da una goccia d’acqua dal cielo e vede perennemente una donna ridere a telefono, una signora che trasporta un peso e un uomo che le chiede se le serva aiuto. Altre tantissime immagini si interpongono tra queste e quelle finali: queste ultime hanno luogo alla stazione ove quotidianamente, infatti, poco prima delle 2.22 appaiono una donna incinta, una scolaresca, una coppia che si saluta e una scintilla in corrispondenza dell’orologio.

In questo sistema di causalità/ casualità ove la seconda è fondata sulla prima, Dylan è tormentato dalla scena di un omicidio che gli sembra di aver vissuto nell’atrio della Grand Central Station di New York.

Il perno attorno a cui ruota la storia è la corrispondenza degli umani agli astri: così come basta indirizzare il proprio sguardo al cielo per vedere il passato, visto che risulta visibile la luce di stelle in realtà morte da tempo, allo stesso modo è sufficiente volgersi all’osservazione della catena di eventi che si ripete per vedere quello che è già stato.

La perenne visibilità del passato tormenta Dylan che crede di star letteralmente perdendo la testa: l’incontro con la bella Sarah (Teresa Palmer) e la storia d’amore con lei non lo distraggono dalle sue fissazioni circa l’esistenza di uno schema a cui il caos dell’esistente si aggrappa ma, al contrario, lo spingono ancor più in questa direzione, visto che la ragazza era su uno dei due aerei in procinto di scontrarsi a causa di Dylan.

Per avere lo schema più chiaro e percepirne i nessi, Dylan comincia ad annotare quotidianamente ogni evento che si ripete con l’orario corrispondente ma, quando ne parla a Sarah, quest’ultima non dà credibilità alle sue parole, spostando la presunta causalità nella direzione della casualità.

A corroborare le sue fissazioni facendole diventare davvero reali contribuiscono due eventi in particolare che farebbero finalmente comprendere il collegamento tra Dylan, Sarah e quella catena di immagini che si autoripete.

Un evento è l’esposizione dell’ex-fidanzato di Sarah nella galleria d’arte in cui lei lavora durante la quale Dylan nota come l’opera olografica creata dall’artista riproduca fedelmente ciò che lo tormenta di continuo: dall’omicidio alle immagini ricorrenti che si ripropongono giornalmente.

Altro fatto eclatante è invece il ritrovamento da parte di Dylan nel suo appartamento di lettere e di un passaporto di trent’anni prima appartenenti ad un tale Jake Redmond, nato nel 1956. Leggendo le lettere, Dylan rimane stravolto nel vedere l’incredibile somiglianza tra la sua storia d’amore con Sarah e quella tra Jake e una certa Evelyn Mills.

Dylan si autoconvince quindi che lui e Sarah siano la loro reincarnazione, come se tutte le vicende umane non avessero effettivamente energia sufficiente per differenziarsi e finissero quindi con l’essere inevitabilmente e irrimediabilmente l’una il canovaccio dell’altra.

Dylan fa così delle ricerche su Evelyn Mills e, basandosi sulla sua storia che apprende dalla sorella della stessa Evelyn, capisce così come qualcosa di terribile sia in procinto di accadere a lui, Sarah e al suo ex ragazzo Jonas ma, di fatto, la terribile vicenda in cui si troverà coinvolto questo triangolo amoroso sembrerà accadere solo per far chiarezza sul passato rendendo giustizia a Jake che, come una stella, anche da morto continua a emanare la sua luce servendosi momentaneamente di Dylan.

 

Silvia Di Conno

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