A 107 anni è morto Gillo Dorfles, incredibile psichiatra, critico d’arte, scrittore e filosofo

Il 2 marzo 2018, si è spento a 107 anni Gillo Dorfles. Un uomo straordinario, dagli interessi variegati, è morto nella sua casa a Milano. Ne ha annunciato la notizia il nipote spiegando che le condizioni fisiche dell’artista erano peggiorate nelle ultime 24 ore.
Gillo Dorfles è nato nel lontano 1910 a Trieste, facente allora parte dell’Austria-Ungheria. Si è laureato in medicina, con specializzazione in psichiatria. Sin dai primi anni Trenta si è dedicato allo studio della pittura e dell’estetica e ha orientato la sua arte pittorica verso il misticismo. Ha avuto anche l’opportunità di conoscere noti scrittori come Svevo e Saba, suoi compaesani, con i quali ha approfondito la tematica della psicanalisi; poi Pavese e Montale. Ha avuto una vita molto movimentata, ha abitato varie realtà urbane: Milano, Parigi, New York, Chicago e Tokio, città nelle quali amava soggiornare, visitare una mostra, incontrare qualche amico e curiosare tra le nuove architetture. Nel corso del tempo ha sviluppato la sua passione per l’arte, non definendosi mai uno storico dell’arte, ma un critico. Nei suoi scritti esprimeva la fine dei valori eterni e dell’autonomia dell’arte e sapeva che i mezzi meccanici avrebbero influito negativamente sul modo di pensare della società. Nelle sue analisi Dorfles ha puntato all’aspetto socio-antropologico dei fenomeni estetici e culturali, facendo ricorso anche agli strumenti della linguistica.
Fu anche professore di estetica presso le università di Milano, di Cagliari e di Trieste e nel 1948 fondò, insieme ad Atanasio Soldati, Galliano Mazzon, Gianni Monnet e Bruno Munari, il “Movimento per l’arte concreta” e nel 1956 contribuì alla realizzazione dell’“Associazione per il disegno industriale”.
Fu anche un prolifico scrittore di libri, tra cui “L’intervallo perduto”, che riflette su come l’uomo contemporaneo ha perso la consapevolezza del proprio tempo vissuto e vive solo in un eterno presente. La televisione incrina maggiormente questa concezione, poiché non si riesce più ad avere la distinzione fra tragedia vera e artefatta.
Il 24 marzo 2010 è uscito un altro libro “Irritazioni – Un’analisi del costume contemporaneo”, in cui Dorfles ha dimostrato l’inconciliabilità con i tempi che corrono, con una critica all’attuale iperconsumismo.
Ebbe numerosi meriti, tra cui, nell’aprile 2007, la laurea honoris causa in Architettura da parte dell’università di Palermo e il 13 novembre 2012 la laurea honoris causa in Lingue moderne dall’Università di Cagliari.
Una personalità di spicco, testimone di un intero secolo di radicali e repentini cambiamenti, che ha mostrato come possono convivere in un unico uomo interessi più disparati a livelli eccelsi, probabile causa della sua incredibile longevità.

Martina Ragone

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